La seconda edizione dell’evento congressuale organizzato nel 2015 dall’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Desio guidata dal Dr. Dario Maggioni ha proposto uno sguardo nuovo alla patologia che costituisce il core-business della sua attività.

Nel 2014 è stato affrontato il tema della chirurgia laparoscopica oncologica colo-rettale nell’anziano. Proprio le problematiche emerse nell’affrontare la chirurgia per tumore nel paziente  e i relatori internazionali intervenuti avevano aperto l’orizzonte della personalizzazione delle cure in chirurgia.

A partire dal 2014 la  chirurgia di Desio è stata inserita nella task force chirurgica della Società Internazionale di Oncologia Geriatrica (SIOG), al cui congresso di Lisbona dello scorso ottobre ha presentato i risultati della chirurgia laparoscopica del colon-retto negli anziani. Inoltre ha pubblicato un importante articolo sulla rivista Surgical Endoscopy dal titolo “A prospective video-controlled study of genito-urinary disorders in 35 consecutive laparoscopic TMEs for rectal cancer” presentato nel giugno 2014 al convegno della Società Europea di Chirurgia Laparoscopica (EAES) a Parigi. Questi risultati di eccellenza nel campo della personalizzazione delle cure chirurgiche hanno indirizzato l’evento del 2015 su un tema di grande attualità, la  Tailored surgery che significa chirurgia “cucita” su misura al paziente. Questo approccio, come ha spiegato il Professor Pugliese, Direttore del Dipartimento Chirurgico dell’Ospedale Niguarda di Milano, nasce da una duplice considerazione: il senso del limite nel paziente, la cui fragilità è in parte misurabile, e del chirurgo, che si chiede quale sia l’ intervento più adeguato per il malato e talora, nonostante la tecnologia oggi gli consenta di aspirare ad un risultato, adegua il suo progetto di cura radicale ad un obbiettivo più consono alle condizioni generali del suo paziente. Oggi la medicina è dominata dalle evidenze scientifiche che dettano le linee guida nella cura, ma trova ancora spazio una medicina basata sull’esperienza che nasce dal rapporto medico-paziente? Come si fa a capire qual è la cura migliore di un malato anziano e fragile  affetto da una malattia potenzialmente curabile? A questa domanda ha risposto il Professor Lodovico Balducci, Direttore del Programma di Oncologia Geriatrica presso il Moffitt Cancer Center & Research Institute di Tampa (Florida), uno dei più prestigiosi centri oncologici degli Stati Uniti.  Balducci, che ha focalizzato la sua attività di ricerca prevalentemente sul cancro e l’invecchiamento ed è stato il direttore del primo programma di questo tipo al mondo, intervenendo dagli Stati Uniti ha raccontato la sua storia di medico e scienziato alla ricerca degli standard di cura più personalizzati in campo oncologico per i malati anziani.

Non solo il tumore del colon, ma anche il tumore del retto è stato oggetto di due approfondimenti. Uno da parte del Professor Bill Heald direttore del Pelican Cancer Center di Basingstoke, Gran Bretagna, pioniere della chirurgia del retto di cui ha descritto la storia e le sue personali scoperte. In questa edizione del convegno Heald ha paralto delle nuove sfide della modernità nelle cure personalizzate di questo tumore che arrivano anche a prevedere strategie di chemio-radioterapia che, qualora ottengano un risultato di cura completo consentono di mantenere un atteggiamento di osservazione (Watch and Wait) ed in alcuni casi evitare la chirurgia con un notevole beneficio sulla qualità della vita di questi pazienti.

Il Dr Andrea Muratore dell’Istituto Oncologico di Candiolo, in provincia di Torino, ha parlato delle cure chirurgiche mini-invasive del tumore del retto con approccio transanale.

Il Dr. Dario Maggioni, Presidente del Congresso ha esposto i risultati preliminari di uno studio multicentrico dedicato al tumore del retto operato in laparoscopia con un confronto tra una sezione classica alta (High) dell’arteria Mesenterica Inferiore o bassa (Low). Lo studio chiamato HighLow prevede la partecipazione delle Chirurgie del Professor Raffaele Pugliese a  Niguarda, del Dr. Pierluigi Carzaniga a Merate (presidente regionale dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani, ACOI), del Dr. Ildo Scandroglio a Tradate (consigliere nazionale ACOI), del Dr. Eugenio Cocozza a Varese e del Dr. Walter Zuliani a Casstellanza (VA). Lo studio ha confrontato l’atteggiamento classico con uno più attento alla preservazione dell’innervazione che sovraintende alle funzioni genito-urinarie del paziente, pur mantenendo lo stesso standard di cura radicale del tumore.

Uno sguardo speciale è stato rivolto alla malattia diverticolare del colon, patologia benigna cronica che colpisce solo il 5% della popolazione sotto i 40 anni ma oltre il 60% degli ultraottantenni. Il Professor Patrick Ambrosetti della Clinica Beaulieu di Ginevra che ha esposto i principi di trattamento personalizzato per età e per numero di episodi di malattia.